Il Campanello / Gianni Schicchi

Il Campanello di  Gaetano Donizetti
Gianni Schicchi di  Giacomo Puccini

Direttore
Valerio Galli
Regia
Rolando Panerai
Assistente regia
Vivien A. Hewitt
Scene*
Enrico Musenich
Costumi
Vivien A. Hewitt
Assistente costumi
Elena Pirino
Luci
Luciano Novelli
Partecipazione di
Ensemble Opera Studio
Sovratitoli
Prescott Studio Firenze
Allestimento del
Teatro Carlo Felice
Orchestra e Coro del
Teatro Carlo Felice
Maestro
Patrizia Priarone
* si ringrazia
IKEA per la collaborazione
Date

Prima

Ven 11.11.11 - (A) ore 20.30

Repliche

Dom 13.11.11 - (C) 15.30
Mar 15.11.11 - (G) 15.30
Ven 18.11.11 - (B) 20.30
Sab 19.11.11 - (F) 15.30
Dom 20.11.11 - (R) 15.30
Dom 15.1.12 - (F.A.) 15.30
Sab 4.2.12 - (L) 20.30

IL CAMPANELLO
 
Personaggi e interpreti
                                         

Serafina Paola Santucci (11, 20/11)
Sophie Gordeladze (13, 19/11)
Mirella Di Vita (15, 18/11, 15/1
, 4/2)
Madama Rosa Kamelia Kader (11, 13, 15, 18, 20/11, 15/1, 4/2)
Alla Gorobchenko (19/11)
Don Annibale Pistacchio Dario Giorgelè (11, 13, 19/11, 15/1)
Fabrizio Beggi
(15, 18, 20/11, 4/2)
Enrico Francesco Verna (11, 13, 19/11, 15/1, 4/2)
Ramon Josué Cerón
(15, 18, 20/11)
Spiridione Manuel Pierattelli (11, 13, 19/11)
Eduardo Hurtado Rampoldi
(15, 18, 20/11)
Francesco Santoli 
(15/1, 4/2)
   
Maestro ai recitativi Sirio Restani

 
La farsa in un atto di Donizetti, qui nella doppia veste di librettista e compositore, sembra fatta apposta per essere abbinata al Gianni Schicchi: ancora una burla in un’atmosfera da commedia all’italiana. Con un pizzico di malizia in più. L’azione si svolge a Napoli. L’anziano speziale Don Annibale Pistacchio ottiene la mano della giovane e avvenente Serafina, con gran dispetto dell’innamorato di lei, il coetaneo Enrico. La prima notte di nozze, Enrico ha un’idea geniale per impedire che il matrimonio venga consumato e possa dunque, in seguito, essere annullato: suonare tutta la notte il campanello della bottega dello speziale, travestendosi ogni volta da malato diverso, in modo che Don Annibale sia costretto a scendere ripetutamente per soddisfare le richieste dei clienti, come voleva la legge dell’epoca. L’astuto piano di Enrico riesce: al mattino, costretto a partire per Roma, dove si fermerà un mese per motivi di lavoro, Don Annibale lascia a casa una Serafina illibata. L’atto unico, tratto da un vaudeville di Brunswick, Llérie e Trom, andò in scena per la prima volta al Tetro Nuovo di Napoli il 7 giugno del 1836. Contiene un’aria “farmacistica” sul genere di quella di Dulcamara nell’Elisir, ed è noto anche con i titoli Il campanello di notte e Il campanello dello speziale.
 
 
GIANNI SCHICCHI
 

Personaggi e interpreti
 

Gianni Schicchi Rolando Panerai (11, 18, 20/11)
Bruno de Simone (13/11)

Juan Pons (15/1, 4/2)
Alberto Mastromarino (15, 19/11)
Lauretta Sophie Gordeladze (11, 18, 20/11)
Paola Santucci (13, 19/11, 15/1, 4/2)
Sonia Ciani (15/11)
Zita Alla Gorobchenko (11, 20/11)
Terezija Kusanovic (13, 15, 18, 19/11, 15/1, 4/2)
Rinuccio Giorgio Casciarri (11, 13/11)
Naoyuki Okada
(15, 19/11)
Manuel Pierattelli (18, 20/11, 15/1, 4/2)
Gherardo Manuel Pierattelli (11, 15/11)
Eduardo Hurtado Rampoldi (13, 19, 20/11)
Francesco Santoli (18/11, 15/1, 4/2)
Nella Sara Cappellini Maggiore (11, 20/11, 15/1, 4/2)
Silvia Pantani (13, 15, 18, 19/11)
Gherardino Alberto Perruzza (11, 13, 19/11, 4/2)
Lorenzo Rebuffo (15, 18, 20/11, 15/1)
(dal Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice,
Maestro del Coro di voci bianche: Gino Tanasini)
Betto di Signa Francesco Verna (11, 15, 18, 20/11, 4/2)
Dario Giorgelè (13, 19/11, 15/1)
Simone John Paul Huckle (11, 13, 15, 20/11, 15/1, 4/2)
Davide Mura (18, 19/11)
Marco Valdis Jansons (11, 15, 18, 20/11, 15/1, 4/2)
Fabrizio Beggi (13, 19/11) 
La Ciesca Vanessa Bonazzi (11, 18, 20/11, 15/1, 4/2)
Giuseppina Chirizzi (13, 15, 19/11)
Maestro Spinelloccio Fabrizio Beggi (11, 15/11, 15/1, 4/2)
Francesco Verna (13, 19/11)
Dario Giorgelè (18, 20/11)
Ser Amantio di Nicolao Davide Mura (11, 13, 15, 20/11, 15/1, 4/2)
Claudio Ottino
(18, 19/11)
Pinellino Marco Innamorati
Guccio Francesco Sorichetti

 
Gianni Schicchi, la terza parte del Trittico di Puccini (le altre due sono, come è noto, Il tabarro e Suor Angelica), fu quella che ottenne il maggior successo fin dalla prima rappresentazione al Metropolitan di New York nel dicembre 1918. E ancora oggi, delle tre, è la più amata dal pubblico. Merito, innanzi tutto, della comicità della vicenda, che il librettista Giovacchino Forzano trasse da un episodio minore dell’Inferno di Dante (Canto XXX), incentrata su una beffa testamentaria a fin di bene immersa in un’ambientazione medievale fiorentina fortemente caratterizzata. Ma merito, anche, di un Puccini che si rivela inaspettatamente maestro d’essenzialità e miniaturista sopraffino. Le azioni dell’atto unico si susseguono veloci come in un cortometraggio, un episodio da commedia all’italiana a episodi, senza che si ascolti una nota troppo.